Tragedia familiare, La figlia di 12 anni uccide a coltellate il fratellino nella notte. Poi va a svegliare i genitori

Una terribile tragedia si è consumata pochi giorni fa in una famiglia dell’Oklahoma. Nel dettaglio, il nucleo familiare era composto dai genitori e dai due figli, la prima di dodici anni e il secondo di nove. Vivevano in una casa di Tulsa, nella comunità di St. Thomas Square a sud del centro. Una vita normale, che procede tranquillamente. Finché una notte non è successo l’impensabile. La figlia maggiore ha preso a coltellate il suo fratellino. Dei colpi ripetuti, che hanno portato al ricovero urgente di lui e successivamente alla morte. La ragazzina ha compiuto l’omicidio durante la notte.

I genitori stavano dormendo ignari di quello che stava accadendo soltanto nella stanza accanto. Il più grande degli incubi, quello di una figlia che uccide l’altro figlio. Perché i figli sono il bene più prezioso, i gioielli più rari. Nascono come frutto dell’amore, vengono cresciuti con altrettanto amore. Tutti i sacrifici del mondo vengono affrontati per permettere loro una vita sana e felice. Per questo è difficilissimo vederli morire, innaturale, un evento che riesce a spezzare una vita. Figuriamoci quando accade con una tragedia di tale calibro. Perché la mamma e il papà non dovranno soltanto affrontare il dolore della perdita del loro bambino.

Dovranno anche affrontare la vita con la consapevolezza di avere come figlia l’assassina del loro figlio. Una sorella che uccide un fratello, nel periodo della pubertà. Non possiamo neanche immaginare i motivi che hanno spinto la ragazzina a compiere questo efferato gesto. Si sa, a quell’età si è spesso gelosi dei fratelli più piccoli, che magari ricevono maggiori attenzioni, che ci rubano i giocattoli. Quanto volte i fratelli maggiori si sentono ripetere la frase “E’ più piccolo, lascialo vincere”? Sicuramente una frase che provoca rabbia, ma che non giustifica certo una tale tragedia.

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Non sappiamo la causa che ha scatenato la bambina di dodici anni al punto da prendere un coltello e infilarlo più volte nel corpo del suo fratellino. Vedere il sangue che esce e non fermarsi. Vederlo soffrire, perdere i sensi, e continuare. I genitori si ritroveranno a dover affrontare anche i problemi che di certo ha la loro figlia maggiore. E’ stata lei stessa ad andarli a svegliare, per comunicare l’accaduto. “L’ho accoltellato” ha riferito ai genitori. La tragedia è entrata nella loro casa dell’Oklahoma e non ne uscirà mai più. La corsa in ospedale non è servita a nulla.

Dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza, il bambino di nove anni ha perso la vita a causa delle ferite riportate. E’ spirato verso le 2:30 di sabato notte, lasciando la sua famiglia nella più totale disperazione. Sua sorella maggiore adesso è detenuta in un centro per minori. I genitori sono dovuti rientrare in casa da soli. Una casa per quattro persone che improvvisamente è diventata una casa per due. Troppo grande, troppo silenziosa. La tragedia ha instillato la tristezza, uno dei mali più incurabili del nostro secolo. In più si aggiunge il senso di colpa che sempre interviene in situazioni di questo genere.

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