Ritrovato il Titan, ma sono tutti morti. Ecco le ultime ore dei 5 uomini a bordo. Il video segreto della Marina Usa

Titan

Il titan è stato ritrovato, o meglio ancora sono stati ritrovati i suoi resti, mentre dei 5 uomini a bordo nessuna traccia disintegrati da una implosione che ha distrutto completamente la navicella su cui viaggiavano disintegrandoli. La navicella si è autodistrutta in una frazione di un millisecondo a una velocità di 800 km l’ora in una frazione di secondo otto ore dopo la partenza a causa dell’immane pressione a cui era sottoposta.

La maledizione del Titanic alla fine ha colpito ancora: sono tutti morti i cinque passeggeri che si erano imbarcati a bordo del sottomarino della compagnia OceanGate per osservare i resti del famoso transatlantico sepolto nelle profondità dell’oceano. La comunicazione ufficiale è arrivata in una note dell’armatore giovedì pomeriggio, a quattro giorni dalla scomparsa del sommergibile al largo di Terranova. Ma il sospetto che i tre milionari e i due membri dell’equipaggio fossero morti è sorto già nelle primissime ore successive all’interruzione delle comunicazioni: la Marina Usa aveva registrato l’implosione del Titan tramite un sistema di rilevamento acustico top secret.

Come sono morti i 5 a bordo

L’equipaggio avrebbe capito che cosa stava succedendo? La risposta è no. C’era talmente tanta pressione sul sommergibile che l’implosione sarebbe avvenuta in una frazione di millisecondo. Un’«implosione catastrofica» avviene a una velocità di 800 km all’ora, ha detto alla CNN Aileen Marty, ex ufficiale di marina e professore alla Florida International University. «A queste condizioni il cervello umano non ha neanche il tempo di rendersi conto di ciò che sta accadendo. Quindi l’intero mezzo sarebbe collassato violentemente su se stesso prima che le persone al suo interno potessero accorgersi che c’era un problema», ha detto Marty.

E ha aggiunto: «Di certo non si sono potuti nemmeno rendere conto che stavano per morire. Alla fine, tra i tanti modi in cui possiamo trapassare questo è indolore». Alla domanda sulla probabilità di recuperare i membri dell’equipaggio del Titan, Mauger della Guardia Costiera degli Stati Uniti ha dichiarato di non «avere una risposta al momento, ma che continueranno la ricerca. Laggiù su fondo del mare l’ambiente è incredibilmente spietato: i corpi fatti a brandelli o addirittura polverizzati possono facilmente diventare cibo per pesci».

Sottomarino scomparso, il Titan imploso subito

Un sistema di rilevamento acustico top secret della Marina Usa progettato per individuare i sottomarini nemici ha rilevato per primo l’implosione del Titan, ore dopo che il sommergibile aveva iniziato la sua missione. Lo riferisce il Wall Street Journal citando dirigenti della difesa Usa. La Us Navy si è messa in ascolto non appena lo scafo ha perso le comunicazioni Poco dopo la sua scomparsa, il sistema ha rilevato quello che sospettava fosse il suono di un’implosione vicino al sito dei detriti scoperto oggi e ha riferito le sue scoperte al comandante sul posto.

La dichiarazione

«La Marina degli Stati Uniti ha condotto un’analisi dei dati acustici e ha rilevato un’anomalia coerente con un’implosione o un’esplosione nelle vicinanze generali di dove stava operando il sommergibile Titan quando le comunicazioni sono state interrotte», ha dichiarato un alto dirigente della Marina degli Stati Uniti al Wall Street Journal in una nota. «Anche se non definitiva, questa informazione è stata immediatamente condivisa con il comandante preposto all’incidente per assistere la missione di ricerca e il salvataggio in corso», ha aggiunto. La Marina ha chiesto che il sistema specifico utilizzato non sia nominato, citando ragioni di sicurezza nazionale.

Il ritrovamento

Dopo giorni di ricerche disperate, i rottami del sottomarino di OceanGate disperso da domenica sono stati trovati proprio accanto al fantasma del Titanic, con la stessa società e la Guardia costiera americana che giovedì sera hanno annunciato la morte dell’equipaggio. La gelata sulle poche speranze ancora rimaste di ritrovare il veicolo e i suoi passeggeri ancora in vita era arrivata già in mattinata con il tweet delle autorità Usa sul ritrovamento dei detriti.

Un cinguettio di poche parole con il quale la Guardia costiera, pur non sbilanciandosi ancora in dichiarazioni e annunci ufficiali, aveva di fatto lasciato intendere che per i cinque avventurieri ormai era finita. Il robot schierato per setacciare i fondali a caccia del sottomarino ha rinvenuto il telaio di atterraggio del batiscafo e la sua parte posteriore assieme ad altri tre pezzi proprio vicino alla prua del Titanic. Il veicolo è imploso istantaneamente per una «catastrofica perdita di pressione», hanno spiegato in serata le autorità, confermando i timori degli esperti che avevano ipotizzato un cedimento strutturale dovuto alla pressione o a un malfunzionamento.

Chi sono le vittime

Il dispiegamento di forze straordinario non ha potuto nulla per salvare la vita all’amministratore delegato di OceanGate Stockton Rush, al miliardario britannico Hamish Harding, al francese Paul-Henry Nargeolet e all’uomo d’affari pachistano e a suo figlio Shahzada e Suleman Dawood.

Le polemiche su Oceangate

Davanti a una tragedia del genere le polemiche su OceanGate e il suo ceo non si placano. Nel mirino delle critiche c’è la struttura del sommergibile, operato tramite un controller per videogame Logitech F710, la mancanza di controlli sulla sicurezza ma anche i ritardi nel lanciare l’allarme una volta persi i contatti. Il Titan, così come i veicoli simili, era soggetto ad una supervisione regolamentare molto limitata e questo – secondo i critici – ha aperto la strada a scorciatoie in termini di sicurezza da parte della società. Viaggiare sul sommergibile di OceanGate era «un’operazione kamikaze», ha raccontato Arthur Loibl, il 61enne tedesco che due anni fa ha compiuto la stessa immersione.

Gli esperti ritengono che uno dei problemi del sottomarino fosse il suo ripetuto utilizzo: per la sua struttura era infatti adeguato alla traversata sott’acqua per un numero limitato di volte, non per immergersi spesso come invece ha fatto. I molteplici viaggi potrebbero infatti aver indebolito la struttura, causandone il catastrofico collasso. E suonano ormai come un sinistro presagio le parole che l’amministratore delegato Rush aveva pronunciato in un podcast del 2022, quando aveva sostenuto che la sicurezza era un «puro spreco»: «Se si vuole rimanere al sicuro non ci si deve alzare dal letto, non si deve entrare in macchina, non si deve fare niente». Il risultato stasera è sotto gli occhi del mondo.

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