Maria Basso, Il caso della donna uccisa con un piatto di spaghetti. Giallo sull’Eredità. La procura apre l’indagine

Maria Bosso è morta per aver mangiato un piatto di spaghetti, ma la sua scomparsa ha il sapore di un omicidio ben premeditato. Gli elementi ci sono tutti: la solitudine, una grande eredità, parenti lontani mai visti che improvvisamente entrano a far parte della sua vita. Ma cominciamo dal principio. La signora di ottanta anni ha lavorato una vita intera come dipendente del ministero degli Esteri. Una vita trascorsa in giro per il mondo, tra viaggi di lavoro e di piacere, con una bella somma messa da parte per permettersi di godere una adeguata vecchiaia.

Maria Bosso si avviava verso questo traguardo. Era tornata ad Asiago per prendersi cura dei genitori anziani. Poi ha cominciato a necessitare lei stessa delle cure di qualcuno. Così, si è affidata alla casa di riposo Giovanna Maria Bonomo, dove avrebbe trascorso serenamente gli anni che le rimanevano. Finché nella sua vita non è entrata Paola Pepe, una cugina siciliana mai vista prima. La donna si è presentata alla sua parente e l’ha convinta ad abbandonare il luogo in cui si era trasferita. L’argomentazione deve essere stata molto semplice: in Italia questi centri non hanno una grandissima reputazione e trascorrere la vecchiaia in seno al calore della famiglia è preferibile per tutti.

Ma non per Maria Basso, che nelle mura dell’abitazione di questi parenti sconosciuti ha trovato la morte. La donna soffriva di una malattia che la costringeva a mangiare esclusivamente gli omogeneizzati. Sua cugina Paola Pepe le ha invece offerto un piatto di spaghetti. Dopo solo pochi momenti da quell’ultimo pasto, la donna è morta. La procura di Catania ha disposto l’autopsia sul corpo della signora per capire quali siano state le cause di questo decesso improvviso e causato da una semplice mangiata.

Ma non è soltanto la modalità della sua morte a destare sospetti. Abbiamo detto che Maria Basso aveva una eredità ingente. Un lascito che corrispondeva a circa 500mila euro. Una somma che farebbe gola a chiunque e che potrebbe cambiare la vita di qualcuno. La signora di ottanta anni però era sola, non aveva figli, non conosceva i suoi parenti più prossimi. Per questo aveva deciso di destinare la sua eredità a un istituto salesiano di Milano. La sua scelta era stata anche notificata presso il notaio. Ma tutto era cambiato nel momento in cui la signora era arrivata in casa dei suoi parenti.

Sappiamo che questi soldi non sono più stati lasciati ai salesiani. Ma soltanto tra qualche settimana scopriremo chi è stato designato come erede di Maria Basso. Il cambiamento è stato notificato da un notaio di Catania. Non solo, durante le prime settimane di dicembre al notaio di Asiago è stato richiesto di effettuare una nuova modifica. Clelia, una cara amica della vittima, aveva la procura speciale sui suoi conti. Ma Paola, la cugina che li gestiva, insisteva perché questa procura le venisse tolta. Oggi si parla di circonvenzione di incapace e questo caso sembra essere solo al suo inizio.

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