Giulia Tramontano, la verità tragica sulla morte di Thiago. “Ecco com’è morto il bambino nella pancia, una crudeltà assurda”

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“Il bimbo si è spento all’interno del grembo per una forma asfittica derivante dal fatto che è smessa la circolazione del sangue”: a dirlo è l’avvocato Giovanni Cacciapuoti, legale della famiglia di Giulia Tramontano uccisa dal compagno Alessandro Impagnatiello. “L’autopsia ha sottolineato come nel momento in cui è iniziata l’azione omicidiaria, il bimbo si sia spento all’interno del grembo per una forma asfittica derivante dal fatto che è smessa la circolazione del sangue, senza che fosse iniziato il parto”: è quanto ha spiegato l’avvocato Giovanni Cacciapuoti, che rappresenta la famiglia di Giulia Tramontano, durante la trasmissione Detto Da Voi in onda su Telelombardia.

La giovane era al settimo mese di gravidanza quando il 27 maggio 2023 è stata uccisa dal barman 30enne nel loro appartamento di Senago. Dopo averla assassinata, l’uomo avrebbe provato a bruciarne i resti per poi nasconderli in un sacco nero in un’intercapedine tra due garage.

Impagnatiello potrebbe chiedere di accedere alla giustizia riparativa

Il 18 gennaio si svolgerà l’udienza del processo per l’omicidio della 29enne in cui è imputato l’ex compagno Alessandro Impagnatiello. La difesa del barman 30enne potrebbe chiedere di accedere alla giustizia riparativa per evitare l’ergastolo. “C’è questa possibilità introdotta in maniera organica dalla Riforma cosiddetta Cartabia”, precisa. “È possibile domandare un percorso di giustizia riparativa anche per reati di terrorismo, di mafia, di violenza sessuale indiscretamente. Quindi, rispetto a questa ottima evoluzione normativa che ossequia il principio secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione del condannato, io ho più di una riserva che non riguarda solo il caso che mi occupa, cioè quello di Giulia Tramontano il cui processo si farà nelle aule di giustizia”.

La perizia pischiatrica

Le avvocate che difendono Impagnatiello potrebbero chiedere una perizia psichiatrica: “Normalmente c’è bisogno di una storia clinica un po’ più strutturata. Questo non vuol dire che un soggetto che è stato, tra virgolette, sano per una vita intera, non possa avere dei disturbi. Certamente le valutazioni medico-cliniche non si basano sui colloqui, ma anche sulla analisi specifica di quella che è stata la condotta precedente, la condotta del momento dell’agire delittuosa e la condotta successive. Tutte cose in cui il signor Impagnatiello, da quelle che sono le emersioni cartollari, mi è sembrato estremamente lucido, calcolato anche se concretamente velletario nei suoi tentativi di conseguire l’impunità attraverso lo scempio fatto dei resti mortali di Giulia per ben due volte“.

Il legale ha infatti precisato che proprio cittadino ha riserve sul fatto “che si possa indiscretamente aderire a questo genere di percorso”. Cacciapuoti ha poi raccontato che la famiglia è grata per la decisione di assegnare l’Ambrogino d’oro a Giulia Tramontano: “La famiglia in questo periodo, è stata oggetto di grandissime manifestazioni di affetto e stima”.

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