Bimba scomparsa Firenze, sentito il fratellino di 7 anni della bimba. “Ora abbiamo più speranze”. Cosa si è scoperto

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Kata non si trova. Hanno dato esito negativo i controlli effettuati ieri sera dai carabinieri con le unità cinofile a Firenze, in via Monteverdi, in alcuni alloggi Inpdap occupati, a poche centinaia di metri dall’ex hotel Astor, l’edificio a sua volta occupato, dove viveva con la famiglia Mia Kataleya Chicllo Alvarez, la bambina di origine peruviana di 5 anni della quale non si hanno più notizie dal primo pomeriggio di sabato 10 giugno. Sulla vicenda indagano i carabinieri, coordinati dai pubblici ministeri Giuseppe Ledda e Christine Von Borries della Dda di Firenze, titolari del fascicolo aperto per l’ipotesi di reato di sequestro di persona a scopo di estorsione

La segnalazione a Bologna

Una segnalazione di una bambina in compagnia di una donna a bordo di un autobus è stata fatta a Bologna: per questo è stato attivato un piano di ricerche della piccola Kata, 5 anni, scomparsa da sabato pomeriggio da un ex hotel occupato a Firenze. È quanto si apprende da fonti investigative. Sono in corso le verifiche sull’attendibilità della segnalazione. La segnalazione arrivata sulla piccola Kata a Bologna si riferisce a sabato sera, il giorno della scomparsa. Il presunto avvistamento è al vaglio dei carabinieri e della Procura di Firenze che conducono le indagini

Sentito dagli inquirenti il fratellino della piccola

Gli inquirenti che si occupano della scomparsa della piccola Kata stanno ascoltando il fratellino della bambina, che ha 7 anni, per ricostruire le ultime ore prima della sparizione della sorella, avvenuta sabato 10 giugno. Sul caso della piccola si indaga per sequestro di persona a scopo di estorsione, l’inchiesta è coordinata dalla Dda e gli accertamenti sono affidati ai carabinieri.

Interrogatori a tappeto nell’ex hotel

Investigatori dei carabinieri stanno interrogando a tappeto tutti gli occupanti che incontrano all’interno dell’ex hotel Astor di Firenze chiedendo se hanno notizie utili a rintracciare Kataleya, la bimba di 5 anni scomparsa da sabato dalla struttura, o altre relative a delineare il contesto di abusivismo in cui la piccola vive. Le forze dell’ordine «sentono tutti, vanno da chi abita ogni camera, li fermano uno a uno», ha detto una parente della bimba che vive dentro l’ex albergo. gli agenti «entrano a vedere dentro gli alloggi». Alcuni carabinieri sono entrati nel condominio confinante con l’ex hotel Astor, sul lato di via Boccherini, per raccogliere testimonianze fra gli inquilini, casomai dalle terrazze sul retro possano aver visto qualche movimento sabato pomeriggio.

Sopralluogo della pm nello stabile occupato

È durato poco meno di un’ora e mezzo il sopralluogo, nel palazzo occupato da dove sabato è scomparsa Kata, del pm della Dda fiorentina Christine von Borries. Uscendo dallo stabile la pm non ha rilasciato dichiarazioni tranne un «non escludiamo nulla» quando un giornalista le ha chiesto se fosse da escludere un’eventuale pista legata a Bologna, per il presunto avvistamento della bambina risalente alla sera del 10 giugno.

Mentre la pm era all’interno dello stabile carabinieri sono andati in alcuni negozi della zona e altri sono rimasti all’interno dell’edificio anche dopo l’uscita del magistrato.  La pm Christine von Borries nel sopralluogo odierno ha indugiato a lungo con gli investigatori per valutare insieme il muro di confine fra l’ex albergo e il cortile che porta ai garage del palazzo al civico 34 di via Boccherini, una spazio retrostante delle rispettive proprietà. Lunedì sera gli investigatori con l’ausilio dei cani molecolari hanno esaminato anche palazzi dell’Inpdai su via Boccherini e via Monteverdi. Residenti segnalano la presenza di alcuni appartamenti occupati abusivamente.

Le ricerche

Sempre ieri sera circa una quarantina di persone ha partecipato a Firenze, nel quartiere in cui si trova l’ex hotel Astor, a una fiaccolata organizzata per chiedere che la piccola Kataleya, chiamata Kata da parenti e amici, possa tornare a casa. Non era presente la madre Kathrina della bambina, che ha trascorso la notte al pronto soccorso dell’ospedale di Careggi dove era stata trasportata d’urgenza per aver ingerito una quantità, ritenuta non letale, di candeggina. La donna ora è fuori pericolo. Anche il padre di Kata, detenuto da marzo nel carcere fiorentino di Sollicciano per reati contro il patrimonio e furto domenica scorsa, appresa la notizia della sparizione della figlia, aveva ingerito del detersivo ed era stato sottoposto alla lavanda gastrica.

L’appello della mamma

«Non denuncio, ma riportatemi a casa la bambina», ha detto. I magistrati nel frattempo indagano per il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione, ipotizzando che la vicenda sia collegata al racket degli affitti dei posti letto nell’immobile occupato dove vive la famiglia. Al ritorno nell’ex hotel Astor occupato la madre ha ingerito un piccolo quantitativo di candeggina e si è sentita male: è stata portata in ospedale ma ora sta bene. Anche il marito, in carcere per furto, ha accusato un malore dopo aver bevuto detersivo domenica pomeriggio.

La zia della piccola scomparsa: «Abbiamo una speranza in più»

Rispetto ai giorni scorsi «abbiamo una speranza in più, non posso dire che cosa, ma noi abbiamo questa fede», questa fiducia. Lo ha detto Elisa Suarez, zia della bimba Kataleya scomparsa a Firenze parlando coi giornalisti. «I carabinieri non ci hanno detto ancora nulla di come stanno avanzando – ha aggiunto -, anzi vorremmo sapere di più ma stanno lavorando e vogliono avere la certezza prima di dirci qualcosa». Quanto a Kathrina, la madre in ospedale per aver ingerito della candeggina, «lei sta male – spiega la cognata – ma ora è stabilizzata in ospedale. L’abbiamo sentita al telefono, dovrebbe restare ricoverata fino a domani alle 5, ma dipende da come si sente, da come i medici la vedono».

Leggi anche: Giallo bimba scomparsa a Firenze, i genitori tentano di uccidersi. Cosa si nasconde dietro il rapimento

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