Uomo con tumore senza speranza guarisce in un mese grazie alla nuova tecnologia Car-T. Come funziona la cura miracolosa

terapia contro il tumore

Il tumore nel suo corpo era talmente tanto esteso da non lasciare spazio alla speranza. Dopo 13 anni passati in ospedale, resistenza alla chemioterapia e un trapianto di midollo osseo, per un uomo di 61 anni sembrava che non ci fosse altra scelta se non quella di adottare cure palleative. Poi la svolta grazie a una terapia all’avanguardia: in un solo mese il tumore è scomparso. Oggi Paulo Peregrino, scrittore brasiliano, può mostrare con orgoglio due risonanze magnetiche effettuate a poche settimane di distanza che parlano chiaro anche a chi non ha particolari competenze mediche: del linfoma non c’è più traccia grazie alla terapia CAR-T.

Tumore regredito e sconfitto in un mese

A Paulo Peregrino è stato diagnosticato un cancro alla prostata nel 2010 e poi un linfoma non Hodgkin circa dieci anni dopo. Aveva esaurito le opzioni a disposizione per il trattamento del suo linfoma, sottoponendosi a 45 sedute di chemioterapia in un periodo di cinque anni, oltre a un trapianto di midollo osseo. I medici decisero che l’unica cosa da fare era fornire cure palliative.

Fu allora che fu selezionato per sottoporsi alla terapia CAR-T. Il 23 marzo di quest’anno sono iniziate le cure e in soli 30 giorni non c’erano più tracce del cancro con metastasi di cui soffriva. In un’intervista alla CNN, il brasiliano ha descritto come un «miracolo» ciò che la scienza è riuscita a fare. Paulo ha lasciato l’ospedale il 28 maggio, è stato nuovamente ricoverato a inizio giugno per una febbre ed è tornato all’Hospital das Clínicas per ricevere un controllo. Poi, il 16 giugno, è partito per un cammino a piedi, zaino in spalla.

Cos’è la terapia CAR-T

Peregrino è entrato a far parte di un gruppo sperimentale di 14 persone, che nel 60% dei casi hanno visto una remissione della malattia, mentre otto sono ancora in vita. Il metodo CAR-T, che fa parte di uno studio che utilizza i fondi della Fondazione per la ricerca di San Paolo  e del Consiglio nazionale per lo sviluppo scientifico e tecnologico brasiliano, consiste nell’estrarre le cellule immunitarie conosciute come linfociti T, o cellule T, dal corpo dal paziente stesso.

Una volta rimosse, le cellule vengono “riprogrammate” per diventare più efficaci nel prendere di mira e distruggere le cellule tumorali. Vengono quindi reinfuse nel corpo del paziente. L’intero processo può richiedere circa 60 giorni. Sebbene la terapia abbia dimostrato di essere efficace, ha un costo elevatissimo, pari a circa 371mila euro per paziente, ed è indicata nel trattamento di soli tre tipi di tumori: leucemia linfoblastica B, linfoma non Hodgkin a cellule B e mieloma multiplo, che colpisce il midollo osseo. Inoltre, al momento è disponibile solo in alcuni paesi, tra cui Stati Uniti, Cina, Regno Unito e Australia.

Peregrino è uno dei pochi brasiliani sottoposti al trattamento innovativo, con la disponibilità della terapia cellulare CAR-T molto limitata nel suo paese d’origine. Nel caso suo, l’intero tumore è scomparso ed ora è sotto osservazione medica: «Ora dobbiamo seguire il caso. Sappiamo che dopo un certo tempo la malattia può ripresentarsi. Si parla di una cura totale del cancro dopo cinque anni. Tuttavia, questo è già molto incoraggiante perché non c’era più alcun tipo di terapia per lui», ha detto ad A24 il medico e ricercatore Vanderson Rocha della Facoltà di Medicina dell’USP, che ha partecipato al trattamento di Peregrino.

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